Sarà un corpo a corpo col mondo, e un appello a compiere un salto di piani e di specie per dare vita a una metamorfosi.
La riflessione filosofica e biologica, di leopardiana memoria, si trasforma in una di tipo politico e sociale: cosa facciamo noi uomini sulla Terra, e come ci poniamo ora, nel mezzo di una pandemia, per ripensare ai nostri costumi e ai nostri pregiudizi, alle nostre città e alle nostre
abitudini?
Con l’autore, l’attrice Alessandra Dell’Atti e gli studenti delle scuole superiori si cercherà di far dialogare la struttura drammaturgica e i testi creati da Moresco, con la linfa e l’energia dei giovani virgulti della pianta del Libero Laboratorio No Recess.





















Crediti
| progetto | Antonio Moresco |
| a cura di | Enrico Casale, Renato Bandoli, Alessandro Ratti |
| con | Antonio Moresco, Alessandra Dall’Atti e gli studenti delle scuole superiori della Spezia |
“Ho scritto questo libro nei mesi di isolamento per la pandemia. I suoi protagonisti sono gli alberi, in particolare gli alberi murati, quelli che crescono dentro i muri delle case degli uomini, visti come una nuova specie crocevia tra più mondi (vegetale, minerale, umano) e prefigurativa. L’ho scritto mentre ero anch’io murato, come tutte le donne e gli uomini del nostro Paese e del mondo, in un momento cruciale anche della mia vita personale, per di più bloccato dal divieto di viaggiare in una casa di Mantova, la città dove sono nato e ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza, scatola nera della mia vita. Questo libro anche per me inaspettato è la mia risposta di scrittore a questo trauma e il mio appello a compiere un salto di piani e di specie e a dare vita a una metamorfosi. L’ho scritto giorno dopo giorno, in totale solitudine, con ispirazione, liberando in un unico flusso narrativo testimonianza, corpo a corpo col mondo, autobiografia trascesa, abbandono lirico, romanzo drammaturgico e figurale, canto, sogno, immaginazione, invenzione.”
– Antonio Moresco
