Analizzando il monologo che apre il dramma di Shakespeare, le parole di un re/padre tradito, torniamo all’origine, al prima, per comprendere la natura umana attraverso un classico del teatro.
Partendo da un lascito di morte e di vendetta, ultima vera richiesta di un genitore al proprio figlio/erede, L’AMLETO prima risale alle possibili cause del dramma, esplorando le verità e i non detti contenuti nell’ opera letteraria e traducendoli in chiave contemporanea attraverso un racconto per segni ed immagini che si rivela senza barriere agli occhi dello spettatore.
Rileggere l’Amleto oggi, significa spostarsi dalla sua centralità drammaturgica, dal suo protagonismo, per immergersi in una saga familiare, dove i silenzi interrotti di una donna e di una madre si antepongono alle nature violente di due fratelli vocati al potere nella solitudine dei propri ruoli. Stati interiori destinati ad esplodere secondo una logica di causa/effetto in una contemporanea deposizione di corpi, volti, canti e parole.
Gertrude, nella sua veste regale di ospite, come in un luogo fisico e mentale altro, espone verità non dette del suo primo matrimonio, rivelando la sua natura umana e la sua percezione femminile in un epoca dominata dal gene maschile.
Claudio, con la sua vocazione al canto e alla bella musica, sostiene le proprie strategie di successo e di conquista, alternando sguardi taglienti e vendicativi alla sua rassicurante e meditata presenza.
Amleto senior, l’ uomo che esercita il potere e la supremazia attraverso il corpo, si confina in una danza inquieta ed irriverente tra le pareti di una casa e di una famiglia che rappresentano un limite alla sua libertà, fidandosi ciecamente del suo istinto e soprattutto della sua autorità.
Amleto junior, è solo il figlio di una generazione.
Il momento in cui il fantasma del padre raggiungerà il figlio e gli confesserà la sua verità, sarà l’inizio del dramma Shakespeariano…l’Amleto.
Al Teatro dell’Arte una messa in scena che, attraverso la danza, il canto, la parola racconta verità che si tengono a lungo nascoste, per rileggere, come sotto una lente di ingrandimento, le luci e le ombre che attraversano la tragedia del Principe di Danimarca.
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Disegni di Andrea Gammino









Crediti
| autrice | Alessandra Dell’Atti |
| da un’idea di | Claudia Provvedini |
| produzione | CRT Teatro dell’Arte |
| con | Alessandra Dell’Atti, Noah Jaden Cavadenti, Stefano Chiappo, Francesco Gabrielli |
| testi | Alessandra Dell’Atti |
| scene e costumi | Valentina Tescari |
| luci | Stefano Bardelli |
| costruzioni | Danilo Tamburini |
